La bestia nera di Chester Bennington

Quando muore "uno famoso", soprattutto se trattasi di un cantante, la trafila dei coccodrilli che vengono fuori è sempre molto simile: una radiografia della sua carriera, un accenno alle canzoni più famose; se chi scrive è o è stato anche un fan, spesso partirà l'aneddotica di rito – "io c'ero", "io ho visto", "i suoi lavori mi hanno cambiato l'esistenza", perché anche quando muore qualcun altro abbiamo tutti la tendenza a fare di quell'evento una cosa nostra.

Quello che spiazza, quando muore uno come Chester Bennington, non è solo l'età – 41 anni, davvero troppo pochi per morire – ma il modo. Perché sentire che uno dei due lead vocalist dei Linkin Park si è suicidato, con un album in promozione, una carriera avviatissima, sei figli, una moglie bella e una bellissima casa, ti fa male.

E scatena le ovvie (ma non comprensibili) critiche da bar, di quelli che nella loro vita di problemi veri non ne hanno mai avuti o da quei problemi sono stati incrudeliti, al punto da non perdonare le debolezze altrui, da sentirsi degli eroi in cima al mondo che possono sputare giudizi, ignorando le condizioni di vita altrui e pretendendo di essere gli unici depositari di una saggezza che di umano e di saggio ha ben poco. D'altronde non tutti probabilmente nasciamo equipaggiati di una certa dose di empatia ma molti non hanno nemmeno voglia di farsela crescere.

D'altronde è più facile esercitare un algido distacco, separarsi cuore e testa da una tragedia privata, non costringersi a immaginare quale dolore una persona "al top" possa avere provato – anche i ricchi piangono? – e anestetizzarsi convenientemente, continuando però a pretendere dalle persone attorno a te quella stessa comprensione che con tanta facilità neghi agli altri. Se c'è una cosa che i social network hanno dimostrato, in fondo, è che la pietà umana è un concetto molto aleatorio, più teorico che esistente in natura.

Hanno dimostrato anche che questo tipo di persone non conoscono i problemi di Chester ma molto più probabilmente sono parte di quel problema, di quella variegata costellazione di personaggi che se nella vita non diventano i tuoi aguzzini, ne diventano complici, con i loro giudizi tagliati col coltello e le loro menti così "normali" da non conoscere né buon gusto né comprensione umana.

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Piccoli Energumeni Tour (7 Maggio 2016)

Mangoni in Born To Be Abramo

Luca Mangoni in una delle sue mise più eccentriche durante “Born To Be Abramo”

Gli EELST non deludono. Mai

Avete presente quelle band e quei cantanti di cui siete fan da una vita – concetto molto soggettivo, per qualcuno si parla davvero di tutta una vita, per qualcun altro è una manciata d’anni che affonda le sue radici in periodi chiave, come l’adolescenza, di quelli che si appiccicano al tuo modo di vedere il mondo e lo condizionano, che tu te ne renda conto oppure no?

Ecco, io gli EELST li ho conosciuti dodici anni fa, più o meno in questo periodo dell’anno, quando Radio Deejay passava a palla Shpalman, e sono stata folgorata sulla via di Damasco dei miei interessi musicali, ho comprato Cicciput – che so tutt’ora praticamente a memoria – e ho cominciato piano piano a ricostruire la storia di una band musicale che aveva fatto e fa tutt’ora davvero tanto.

Poter finalmente dopo tanti anni assistere a un loro concerto dal vivo è stato un evento da mettere nella bacheca dei ricordi insieme al Robbie Williams dell’estate scorsa – da aggiungere al lato “fatto” della lista “cose da fare prima di morire o che muoia il tuo artista preferito” (momento di scaramanzia).

Cosa ne penso del concerto? Che, beh, è stato spettacolare a dir poco.

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One Direction Story (2012)

Titolo: One Direction Story  One Direction Story Cover
Genere:  Biografia, Non Fiction
Anno di uscita:  2012
Casa editrice: Sperling & Kupfer (ITA)
Autore: Danny White
Consigliato:  FATE VOBIS

Sottotitolo “100% Unofficial” e la precisazione mi sembra doverosa, perché non so neanche quanto alta sia l’attendibilità del tut…

Frena, frena, andiamo dall’inizio, prima che qualcuno chiami l’ambulanza vedendo il soggetto di questo post.

Allora, posso dire che tutto è cominciato a Marzo quando, complici i neuroni andati a farsi benedire, ho preso una mezza cotta deficiente per Zayn, sì sì, quello degli One Direction e la mia amyketta del cuore, del fare e delle riforme ha ben pensato di spedirmi per il compleanno LA BIOGRAFIA DEGLI ONE DIRECTION.

L’edizione con la sovraccoperta, cioè, che sta pazza CHISSÀ QUANTI SOLDI HA BUTTATO PER FARMI UN REGALO “IRONICO” ma comunque.

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Muse – Drones World Tour (18 Luglio 2015)

Muse Live 2015

Ieri sera, sempre a Capannelle, sempre per “Rock in Roma”, s’è svolta l’unica tappa italiana dei Muse per la promozione del nuovo album “Drones”.

È stato il delirio.

No, sul serio. Ricordate quando qualche post precedente dicevo che l’organizzazione era migliorata e si stava abbastanza bene sul prato, coi tappetini? Well, the statement I made was calculated but, man, was I bad at math.

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Fenomenologia di un talent show

Martedì 30 Giugno 2015 io e mia sorella, in piena atmosfera da cazzeggio estivo (no, in realtà lei aveva poco spazio per la baldoria fra un esame e l’altro) ci siamo ritrovate, complici anche la vicinanza del posto alla nostra abitazione, a partecipare come pubblico non pagante ma applaudente all’ultimo giorno di selezioni davanti ai giudici per la nona edizione di X-Factor.

Ora, io non posso fare un resoconto dettagliato di chi ha detto cosa e cosa ha fatto quell’altro. Il programma era registrato, andrà in onda a Settembre su SKY, ci è stato detto che le foto si potevano fare solo fuori o prima dell’inizio della registrazione e guai a chi trasgrediva. E io mi sono resa conto che sono troppo giovane e troppo disoccupata per pagare una terribile multa al signor Murdoch in persona, perché ho avuto la lingua troppo lunga e ho cantato prima del tempo (e pure fuori dal palco).

Però posso fare una serie di considerazioni spicciole, molto personali e molto faziose su ciò che ho visto della famosa “macchina televisiva” in azione e sulle modalità di svolgimento di un talent (almeno in uno dei suoi stadi iniziali).

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