The Dragon and the Dazzle (2011)

Storia ragionata di manga e anime in Italia

Titolo:  The Dragon and The Dazzle  The Dragon and the Dazzle - Cover
Genere:  Saggio
Anno di uscita:  2011
Editore:  Tunué
Autore:  Marco Pellitteri
Consigliato:

“Modelli, strategie e identità dell’immaginario giapponese. Una prospettiva europea”. Il sottotitolo di questo imponente saggio (689 pp.; 546 pp., se si escludono note e corposa bibliografia) sull’incontro del mondo occidentale con un segmento specifico della cultura giapponese – gli anime, prima, e i manga, poi – riassume molto bene i contenuti e il tipo di approccio di Marco Pellitteri a questo complesso argomento.

Pubblicato anche in italiano (“Il Drago e la Saetta”), sempre per i tipi della Tunué, in un formato più ridotto, nella sua versione inglese – curata in collaborazione con la Japan Foundation, che si occupa di agevolare la diffusione all’estero di saggi e studi sulla cultura giapponese – The Dragon and the Dazzle si presenta come un lavoro ragionato e molto curato, seppur con limiti segnalati dall’autore stesso, su come la cultura pop giapponese si sia sviluppata a partire dal secondo dopoguerra e su come abbia attraversato diverse fasi, prima di essere completamente accettata nel mondo occidentale.

Questo libro, per quanto complesso nella trattazione, è consigliabile a chiunque abbia interesse per i manga e gli anime e voglia approfondirne la dimensione sociale e culturale. È inoltre sicuramente un buon punto di partenza per chiunque voglia scrivere una tesi o uno studio sull’argomento, perché offre molte coordinate di ordine storico ed economico a proposito di anime e manga. C’è da notare, poi, che il suo autore è stato prima di tutto un fan degli anime, quando a loro tempo arrivarono in Italia con Ufo Robot, e questo aggiunge al saggio, qui e là, certe notazioni di colore che fanno affiorare la passione di chi ha fatto di un suo hobby un oggetto di studio serio e competente. In barba a chi pensa che gli anime e i manga siano solo disegni per bambini, insomma.

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Trilogia di Trainspotting (2017)

Titolo:  Trilogia di Trainspotting (pp. 1546)  Trilogia di Trainspotting - Cover
Genere:  Biografico, Romanzo sociale
Anno di uscita:  2017
Editore:  Guanda
Autore:  Irvine Welsh
Traduttori:  Massimo Bocchiola, Giuliana Zeuli
Consigliato: DIPENDE

Se mi avessero detto che la lettura di questo trittico sarebbe stata così emotivamente impegnativa, ci avrei pensato due volte.

In realtà no.

In realtà lo avrei letto lo stesso, anche se ci ho messo mesi a digerire certe parti. Perché, ed entriamo subito nel merito della questione, Irvine Welsh non ti risparmia niente. E quando dico “niente”, dico che i racconti di devastazione umana di questi libri sono crudi, veri, pesantissimi, non c’è miseria che venga risparmiata al lettore, non c’è degrado che venga pietosamente mascherato, le situazioni più lerce e luride e rivoltanti ti vengono sbattute in faccia alla velocità della luce fin dal primo rigo.

È per questo che non consiglierei questo libro a chiunque. Non lo consiglio agli stomaci deboli, agli schifiltosi, a chi è in cerca di una lettura leggera, a chi pensa davvero che l’unico modo di raccontare la droga sia quello di certi romanzi e certe serie TV molto patinate, che sbattono dentro un po’ di polverina bianca e qualcuno che finge una crisi d’astinenza e credono di averti raccontato quanto in basso può sprofondarti la tossicodipendenza.

Perché Welsh ti prende per mano e ti ficca a tutta velocità nel flusso di coscienza di tanti personaggi diversi, nel loro distortissimo punto di vista, costringendoti a sentire tutto quello che provano, costringendoti a vivere Leith – questo distretto a nord di Edimburgo – come se fossi anche tu lì, nella seconda metà degli anni Ottanta o alla fine degli anni Novanta, a camminare per le strade piene di tossici e disoccupati o entrare in uno dei pub in cui per un nonnulla possono scoppiare risse sanguinose… per tacere degli hooligans che portano scompiglio fino ad Amsterdam (e oltre).

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Le Mille e Una Notte (Edizione Integrale)

Titolo:  Le Mille e Una Notte  Le Mille E Una Notte Cover
Genere:  Classici
Anno di uscita:  2013 (Ebook)
Casa Editrice:  Einaudi
Autore/Curatore:  AA.VV. / Francesco Gabrieli
Consigliato:

Storia di una civiltà in mille e una realissime fiabe

Stando al mio storico su Goodreads, ho cominciato a leggere l’edizione integrale della Einaudi de “Le Mille e Una Notte” il 25 maggio 2016. E l’ho finita il 3 febbraio 2017. Si può ben dire che queste mille e una fiaba mi abbiano accompagnato per parecchie notti: è stata una lettura a volte complicata, persino estenuante – sull’e-reader non ho il conto delle pagine ma il volume cartaceo di questa edizione integrale, ottimamente curata, ne conta 2588 – in certi punti ripetitiva, perché il materiale è vastissimo ma i temi si ritrovano con impressionante frequenza. Come tutte le letture intense e piacevoli, però, quando è terminata mi ha lasciato vuota.

Approcciarsi a Le Mille e Una Notte con la linearità del lettore che vuole semplicemente dire che Libro A gli è piaciuto tanto o poco per una determinata serie di motivi sarebbe ingenuo e anche un tantino ingiusto. Queste fiabe sono, nel loro complesso storico e culturale, lontanissime da me e dalla mia realtà ma, soprattutto, come tutti i classici, vanno trattate con un occhio di riguardo.

Questa recensione – per motivi di spazio e di capacità personali – sarà comunque stringata e non potrà contenere tutte le riflessioni che pure questa raccolta immensa si sarebbe meritata, pagina per pagina. Non sono un’arabista e non sto scrivendo una monografia su questo compendio narrativo immenso ma “Le Mille e Una Notte” è un classico che andrebbe studiato al pari de “La Divina Commedia”, per il suo valore letterario e per il portato storico e culturale che si porta dietro.

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Confessione a Tanacu (2006)

Viaggio contemporaneo in un monastero degli orrori

Titolo:  Confessione a Tanacu  Confessione a Tanacu
Genere:  Romanzo inchiesta
Anno di uscita:  2013 (Italia)
Editore:  Hacca (Italia)
Autore:  Tatiana Niculescu Bran
Consigliato:

La trama

Cornici Maricica Irina ha 23 anni quando arriva al monastero di Tanacu, su raccomandazione dell’amica Chița. Lei e suo fratello Vasile potranno trovare un tetto sulla testa, lì, e diventare suora potrebbe essere più conveniente dell’impresa di partire per l’estero – magari per andare in Germania, dove una famiglia potrebbe voler adottare Irina, anche se ha più di vent’anni. Cresciuta fra brefotrofi e abusi, Irina è convinta che potrà trovare più conforto in un monastero, accanto alla sua miglior amica, che nel mondo di fuori. Non si aspetta certamente che la rigida vita monastica possa starle tanto stretta, né che padre Daniel – che gestisce il monastero di Tanacu – possa avere delle idee molto creative sul modo di guarire i “demoni” che arrivano a tormentarla all’improvviso, senza darle un solo attimo di tregua.

Fra ospedali che sembrano prigioni, in cui i medici trascurano i propri pazienti – troppo occupati a gestire il contingente o zavorrati dal peso dei loro personali pregiudizi – e le cerimonie ortodosse che scandiscono ritmicamente il passare del tempo e l’arrivo e la partenza dei pellegrini, Tatiana Niculescu Bran dipinge con rapide e asciutte pennellate un quadro drammatico e realistico, in cui si incrociano le vite differenti ma ugualmente travagliate dei tanti piccoli comprimari che attraversano la vita di Irina. Tutti, a modo loro, lasciano su di lei una traccia.

Tutt’altro che positiva.

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[Ganymedian Meltdown] Aesthetic Post – #2/#3/#4

(E ritornano a grande richiesta [?] gli aesthetic su Ganymedian Meltdown. Questa volta mi sono concentrata su tre dei cinque protagonisti di GM. E andiamo con le spiegazioni, allora~)

#2: Charlotte Nguyen - Aesthetic Post

#2: Charlotte Nguyen
La sorella maggiore, la prima protagonista che incontriamo nel libro. Stakanovista, con i capelli sempre un po’ pazzi perché non c’è mai tempo per darsi una sana pettinata, nel (poco tempo libero) che le resta dal lavoro di sismologa – a cui si dedica quasi H24 – preferisce spaparanzarsi sul divano a sgranocchiare patatine e ascoltare musica/guardarsi qualche bel telefilm (beh, è il 3220, mica il Medioevo), possibilmente qualcosa di cruento e drammatico per sfogare sulla fiction violenta tutta la rabbia repressa dopo dieci ore di lavoro al giorno in un ambientino lavorativo non molto ottimale. Il colore dominante di questo aesthetic è il viola, perché Charlotte VIVE per il viola e, sì, ha un piumino flashy perché tutti sono flashy su questa luna grigia e tutti si vestono molto male ma in modo molto, molto caldo e colorato.

#3: Alexavier Nguyen - Aesthetic Post

#3: Alexavier Nguyen
Alexavier è l’esploratore di casa Nguyen, il fratellone minore che ha tanto idealismo e sale in zucca, adora gli animali – ma specialmente Bond, il gatto siberiano dei vicini che scappa sempre a casa loro – e se non fosse per il freddo e per la neve, passerebbe il suo tempo a scorrazzare per le distese disabitate di Ganimede e mappare ogni pianoro nelle vicinanze. Oh, e poi è il responsabile principale delle relazioni Bopi-Umani sulla luna quindi, sì, il simpatico orsetto polare non poteva che essere incluso. E capeggia ufficiosamente la rivoluzione con Sahasra, i suoi sentimenti ambientalisti sono forti quanto il suo assoluto NON-amore per il padre. Il suo colore dominante è il blu con sprazzi di rosa. Ha un mare di accessori rosa, dalla fascia per capelli agli auricolari. I fratelli Nguyen non sono personcine discrete.

#4: Sahasra Ganguli - Aesthetic Post

#4: Sahasra Ganguli
Prima di quattro sorelle, con una madre che l’ha cresciuta a pane e rivoluzione, Sahasra conosce bene le difficoltà di vivere nei vecchi e spogli casermoni del Terzo Girone, forse per questo ha cominciato a protestare fin da quando è stata capace di farlo. Questo non le ha impedito di diventare la migliore amica di Alex – nonostante la “dubbia” provenienza dai ranghi del nemico. Ama molto la sua famiglia e le sue tre sorelle, verso cui è abbastanza protettiva (i pranzi di famiglia a casa Ganguli sono l’epitome del caos allegro) e nonostante passi molto tempo alla sede degli Insorti del ‘10 è una discreta secchiona, appassionata del lato “legale” e politico dei suoi corsi di Lingue. La treccia lunga che porta sempre su una spalla può essere usata come arma contundente quindi ATTENZIONE.