‘David Bowie Is’ Arte all’ennesima potenza

David Bowie Is Here

È difficile descrivere certe situazioni, non importa quante parole tu abbia a disposizione. È quasi impossibile far capire cosa significhi il cazzotto nello stomaco che ti assale, mentre gli occhi si riempiono di lacrime, quando ‘Life on Mars’ comincia a suonare nei tuoi timpani e ti trovi davanti il costume usato nel videoclip di quella leggendaria canzone. Bisognerebbe raccontare un bel pezzo dell’esperienza personale di chi scrive, anche solo per fornire gli elementi necessari ma non sufficienti a far intendere al lettore quanto possa significare David Bowie nella sua vita.

Un articolo, però, non è un romanzo e da qualche descrizione oggettiva del reale bisognerà pur partire per far comprendere la ‘stra-ordinarietà’ di una mostra, che non è soltanto un percorso lungo e totalizzante sulla vita di un artista a tutto tondo; è anche, in tutti i suoi aspetti tecnici e stilistici, un’esperienza innovativa, un modo tutto nuovo – quadridimensionale – di esporre la cultura e l’arte al visitatore, senza appoggiarsi solo alla sua vista, senza sollecitare solo la sua mente.

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L’Uomo che cadde sulla Terra (1976)

Titolo:  L’Uomo che cadde sulla Terra  L'Uomo che cadde sulla Terra - Locandina
Genere:  Fantascienza, Drammatico
Anno di uscita:  1976
Nazione:  Regno Unito
Regia:  Nicolas Roeg
Consigliato: DIPENDE

Lo sperimentalismo anni ’70 applicato alla fantascienza più amara

Prosegue il viaggio della sottoscritta nello sterminato mondo della vita artistica di David Bowie e prosegue con un film che mi aspettavo essere del genere “space opera” è che invece è fantascienza classica at its finest, cupa, disperante, quel genere di fantascienza che sfrutta la dimensione spaziale e aliena per indagare fino in fondo l’abbrutimento del genere umano.

“L’Uomo che cadde sulla Terra” è un film del 1976 – tratto dall’omonimo libro di Walter Tevis del 1963 – di Nicolas Roeg che, a quanto mi dice la Wikipedia, è famoso per essere un regista fortemente sperimentale, che ha spesso fatto ricorso al cut-up, una tecnica narrativa che si basa sulla giustapposizione di riprese in maniera tale da creare veri e propri salti logici e narrativi, creando ad arte vuoti e mancanze che aumentano il senso di smarrimento in chi guarda. Naturalmente si tratta di una tecnica studiata accuratamente, non di menate a cazzo di cane del tipo di “Cinquanta sfumature di Grigio”, per capirci.

Il film ha spaesato, un sacco, pure me e prima di scriverci una recensione ho deciso di rivederlo una seconda volta per riuscire a farne una recensione un po’ più sensata.

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Furyo (1983)

Titolo: Furyo  furyo-affiche_90320_43242
Genere: Drammatico, Storico, Guerra
Anno di uscita: 1983
Nazione: Giappone, Regno Unito
Regia: Nagisa Oshima
Consigliato:

La dura vita del prigioniero di guerra

La settimana scorsa – e questo è di dominio pubblico, ormai – è morto David Bowie. Artista geniale e a dir poco eclettico, non aveva soltanto fatto musica, nella sua lunghissima carriera, ma anche interpretato parti consistenti in diversi film. Uno di questi Rai2 mi ha fatto il grande piacere di passarlo Lunedì scorso in seconda serata ed è così che ho conosciuto “Furyo” o, come da titolo originale, “Merry Christmas, Mr Lawrence”.

L’argomento di questo film, il cui titolo italiano utilizza la parola giapponese che sta per “prigioniero di guerra” parla – ça va sans dire – della difficile vita dei prigionieri di guerra inglesi in un campo di prigionia giapponese a Giava, durante la Seconda Guerra Mondiale… e non solo. Tratto da un romanzo di Laurens van der Post, “The Seed and the Sower” – composto di tre racconti distinti tutti incentrati sulla vita dei soldati nei campi di prigionia – il film di Nagisa Oshima del 1983 non si limita ad affrontare le asprezze della vita dei prigioniero in una simile condizione ma si occupa, in maniera nient’affatto superficiale, di toccare tutt’altro che incidentalmente il tema del difficile incontro e scontro fra due culture distanti fra loro come quella giapponese e quella inglese, nonché il tabù dell’omosessualità, malvista e avversata in entrambe le fazioni.

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